Intro

This second project explores even more deeply the crisis of European culture through the mythology of the Machine. In this case it’s the travelling machine: airplanes, cars, trains, ships, airships.

I also dedicated two videos to a couple of metropolises which best represent modernity with its contraddictions: Berlin (deep historical past > present) and Dubai (atopic present > future)

Though I have designed a booklet containg lyrics and images (rielaborated from original slides taken through the years) and recorded a CD of brand new music, in this new cycle I concentrated even more on video, through a collage of historical and contemporary quotations about the artistic avant-garde and subcultures.

This way the entire work has become a sort long loop of my mental and spiritual world: nostalgia, desire of the new, sense of loss, historical memory, irony, visions of future and past, disaster, acceleration, decadence, mechanical and cultural myths; a synaesthetic ecstasy of dynamics and flashbacks in a surge for the future but with an eye to the past, as aptly described in Walter Benjamin’s Angelus Novus.

Possible future developments include experimemts in 3d and/or complex installations, giving the viewers the opportunity to literally “enter” my visions. I think for an artist there could be no result more rewarding.

However I am still determined to proceed on making a “technological handicraft,” using relatively cheap media available to anyone. In my point of view their limitations compell poetic effects that reject the Hollywood blockbusters’ rhetoric and are much closer to the naive charm of those used by Méliès, Fellini, the Dadaists and the Surrealists.




Questo secondo progetto esplora ancor più profondamente la crisi della cultura europea attraverso la mitologia della Macchina in relazione al viaggio: aerei, automobili, treni, navi, dirigibili.

Ho anche dedicato due video a un paio di metropoli che meglio rappresentano la modernità con le sue contraddizioni: Berlino ( forte passato storico > presente ) e Dubai (presente atopico > futuro )

Pur avendo progettato un libretto con testi e immagini (rielaborate da diapositive originali scattate nel corso degli anni) e registrato un CD di brani musicali inediti, in questo nuovo ciclo mi sono concentrato ancora di più sul video, attraverso un collage di citazioni, storiche e attuali, delle avanguardie artistiche e delle sottoculture.

Così l’intero lavoro è divenuto una sorta di lungo loop del mio mondo mentale e spirituale: nostalgia, desiderio del nuovo, senso di perdita, memoria storica, ironia, visioni di futuro e passato, disastro, accelerazione, decadenza, miti meccanici e culturali; un’estasi sinestetica fatta di dinamismo e flashback, in un impulso verso il futuro, ma con un occhio al passato, come efficacemente descritto dall’Angelus Novus di  Walter Benjamin.


I futuri possibili sviluppi prevedono esperimenti in 3d e/o installazioni complesse, dando allo spettatore la possibilità di “entrare” letteralmente nelle mie visioni. Credo che per un artista non possa esserci risultato più gratificante.

Ad ogni modo, sono ancora ben determinato a proseguire su un percorso di “artigianato tecnologico“, usando mezzi relativamente economici a disposizione di chiunque, perché i loro limiti forzano a effetti poetici, lontani dalla retorica dei blockbuster hollywoodiani, ma molto più vicini al fascino ingenuo di quelli utilizzati da Méliès, Fellini, dai dadaisti e surrealisti.


From the bridge |  1980